Segnaletica di Sicurezza

  • Home
  • Segnaletica di Sicurezza

Segnaletica di Sicurezza

D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81
TITOLO V – SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Il titolo V del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e gli allegati da Allegato XXIV a Allegato XXXII stabiliscono le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro nei settori di attività privati o pubblici rientranti nel campo di applicazione del decreto. (Il D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 ha sostituito, per quanto concerne la segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro, il D.Lgs 14 agosto 1996, n. 493).

Cartelli antincendio rossi appesi al soffitto di un locale Cartello luminoso verde di uscita di emergenza

Definizioni (Art. 162)

Segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro: una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un’attività o ad una situazione determinata, fornisce un’indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, o che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale;

Segnale di divieto: un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo;

Segnale di avvertimento: un segnale che avverte di un rischio o pericolo;

Segnale di prescrizione: un segnale che prescrive un determinato comportamento;

Segnale di salvataggio o di soccorso: un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio;

Obblighi del datore di lavoro (Art. 163)

Il datore di lavoro deve predisporre la segnaletica di sicurezza, conformemente alle prescrizioni di cui agli allegati da ALLEGATO XXIV a ALLEGATO XXXII, quando risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva.

Informazione e formazione (Art. 164)

Il datore di lavoro provvede affinché:
• il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e i lavoratori siano informati di tutte le misure da adottare riguardo alla segnaletica di sicurezza;
• i lavoratori ricevano una formazione adeguata, in particolare sotto forma di istruzioni precise.

D.Lgs n. 81/08 Allegato XXV – Prescrizioni generali per i cartelli segnaletici

Caratteristiche intrinseche

• Forma e colori sono definiti in funzione dell’impiego (cartelli di divieto, avvertimento, prescrizione, salvataggio e per le attrezzature antincendio).
• I pittogrammi devono essere semplici, e possono differire leggermente, purché il significato sia equivalente e non equivoco.
• I cartelli devono essere costituiti di materiale resistente (urti, intemperie, aggressioni ambientali).
• Le dimensioni e le proprietà dei cartelli devono garantire una buona visibilità e comprensione.

Per le dimensioni si raccomanda di osservare la formula: A > L2/2000, ove A rappresenta la superficie del cartello espressa in m2 ed L la distanza, misurata in metri, alla quale il cartello deve essere ancora riconoscibile. La formula applicabile fino ad una distanza di circa 50 metri.

Cartello verde di uscita di emergenza fissato a una parete Cartello rosso che segnala la posizione di un estintore

Condizioni d’impiego

• I cartelli vanno sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad un’altezza e in una posizione appropriata, all’ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico o nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell’oggetto che s’intende segnalare e in un posto bene illuminato e facilmente accessibile e visibile.
• In caso di cattiva illuminazione naturale utilizzare colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale.
• Il cartello va rimosso quando non sussiste più la situazione che ne giustificava la presenza.

CARTELLI DI DIVIETO

– Forma rotonda
– Pittogramma nero su fondo bianco; bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con un’inclinazione di 45°) rossi (il rosso deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello).
Vieta un comportamento

Cartello di divieto: vietato usare fiamme libere

CARTELLI DI AVVERTIMENTO

– Forma triangolare
– Pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il giallo deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).
Avverte di un pericolo

Cartello di avvertimento: materiale infiammabile

CARTELLI DI PRESCRIZIONE

– Forma rotonda
– Pittogramma bianco su fondo azzurro (l’azzurro deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).
Prescrive un comportamento

Cartello di prescrizione: obbligo di indossare i guanti di protezione

CARTELLI DI SALVATAGGIO

– Forma quadrata o rettangolare
– Pittogramma bianco su fondo verde (il verde deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).
Fornisce indicazioni
(es. sulle uscite di sicurezza)

Cartello di salvataggio: percorso di esodo lungo le scale

CARTELLI PER LE ATTREZZATURE ANTINCENDIO

– Forma quadrata o rettangolare
– Pittogramma bianco su fondo rosso (il rosso deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).
Fornisce indicazioni
(su attrezzature antincendio)

Cartello per attrezzature antincendio: coperta antincendio

Visibilità dei segnali

Allo scopo di rendere più leggibile i segnali di sicurezza la norma UNI EN 1838 impone alcune condizioni illuminotecniche per migliorare la sua uniformità di illuminamento:

• La parte verde del segnale deve possedere una luminanza almeno pari a 2 cd/mq
• Il rapporto tra la luminanza della parte bianca e quella della parte verde deve essere compresa tra un minimo di 5 e un massimo di 15 (ad esempio con la parte verde a 3 cd/mq, la parte bianca può andare da 15 cd/mq a 45 cd/mq);
• Sia nella parte bianca che in quella verde del segnale, il rapporto tra luminanza massima e minima non deve essere superiore a 10, in modo da avere dei colori il più possibile uniformi;
• I colori utilizzati devono essere conformi alla norma ISO 3864;
• Il valore di luminanza richiesto da un segnale di sicurezza deve essere raggiunto entro 60 s (entro 5 s occorre il 50 % del valore di luminanza richiesto).

Ma affinché un segnale sia visibile la sua caratteristica più importante è la sua dimensione.

Di questo si occupa sia la norma UNI EN 1838 che il Dlgs 493/96, fornendo delle indicazioni tra loro discordanti.

Le indichiamo entrambe:

• Visibilità secondo norma UNI EN 1838:
la norma distingue tra i segnali illuminati internamente (retroilluminati) che sono distinguibili a distanze maggiori, e i segnali illuminati esternamente, fornendo la seguente formula per determinare la massima distanza di visibilità “d”:

d = s x p

dove p è l’altezza del pittogramma e s è una costante che vale 100 nel caso di segnali illuminati esternamente e 200 nel caso di segnali illuminati internamente.

Ad esempio per un segnale non retroilluminato di altezza 15 cm la massima distanza di visibilità è di 15 m.

• Visibilità secondo Dlgs 493/96:
il decreto non prende in considerazione segnali retroilluminati e fornisce una formula valida solo fino a distanze di circa 50 m. La formula per determinare la massima distanza di riconoscibilità del cartello “L” è la seguente:

L < √ A x 2000

dove A è la superficie del cartello espressa in metri quadri.

Ad esempio per un cartello di altezza 15 cm (come nell’esempio precedente) e lunghezza 60 cm (A = 0,09 mq) si ottiene una distanza di visibilità di 13,4 m.

Da questo rapido calcolo si può concludere che, normalmente il Dlgs 493/96 è più restrittivo della norma UNI EN 1838. Il confronto non si può effettuare sui cartelli retroilluminati perché il decreto non li prende in considerazione.